UP

         

 

 







  

 
Docente: Lorena Salis
Il Flamenco è l'affascinante ballo spagnolo in cui si fondono bellezza, eleganza, ritmo, energia, 
attrazione, sensualità, grazia, fierezza e soprattutto passione. 
il Flamenco è come un fuoco in cui arde forza e vitalità.
Ha origini nel folclore andaluso unitosi al folclore degli zingari spagnoli e nel tempo ha arricchito i suoi  
fondamentali elementi con altri stili musicali provenienti da diverse culture: araba, indiana, ebrea.

IL FLAMENCO

 

“Il flamenco è un’arte antica e profonda, una sensibilità e un sentimento, patrimonio di cultura millenaria, sopravvissuto miracolosamente negli anni…”.

Così il flamenco secondo Federico Garcìa Lorca, nel suo Poema de Cante Jondo.

Il flamenco nelle sue componenti,  canto, musica e danza, ha a che fare, dice Lorca, con la sensibilità e il sentimento, con una forma di sentire e di essere. Tutto ciò non è patrimonio esclusivo di un determinato paese, ma esiste negli angoli più nascosti del nostro pianeta e fa sì che esistano pittori, scultori, musicisti, danzatori..in tutto il mondo.                                                               Oscure le sue origini (incontro fra tradizione arabo-andalusa e gitana?), è certo che questa nobile arte, allegra e solare, malinconica e misteriosa allo stesso tempo, nasce come risultato della magica mescolanza di culture e tradizioni, ma soprattutto come prospettiva esistenziale, come mezzo attraverso il quale esprimere i sentimenti e le emozioni ed esorcizzare il proprio malessere. Il flamenco è un genere per sua stessa natura in continua evoluzione e per questo ha la tendenza ad assorbire generi e tradizioni diverse, caratteristiche del luogo e del momento. Il fatto poi di avere radici culturali comuni a molti popoli, gli conferisce un carattere di universalità comune a pochi altri generi.

 

La danza

 

La danza flamenca, cosiddetta baile, è accessibile a tutti, grandi e piccoli, uomini e donne,  consente di mettere in moto tutti i muscoli del corpo e si basa in particolar modo sul movimento coordinato di braccia e gambe, sul gioco ritmico prodotto dalle percussioni dei piedi sul pavimento, nonché sul valore espressivo della gestualità.

E’ quindi una disciplina che consente di sviluppare notevolmente la capacità di coordinare

tutte le parti del corpo (piedi, mani, braccia, gambe, fianchi, spalle, volto), nonché di sviluppare o potenziare il senso del ritmo.

E’ una danza molto espressiva che fa un uso diretto e immediato del corpo, il quale ne viene pervaso nella sua interezza: i piedi scandiscono il tempo, le mani disegnano forme magiche, le anche e le spalle seguono a loro volta il ritmo, anche il busto e gli occhi comunicano, mentre il corpo segue una linea serpentina (nella donna; più asciutta e austera nell’uomo). E’  un movimento totale che accoglie e rilancia le emozioni della lotta e della voluttà. La bellezza femminile, come quella maschile, va ammirata nella potenza dei gesti, nella forza magnetica degli occhi, nella facoltà di esternare furori interni. La danzatrice più grande non è affatto la donna giovane, graziosa e sottile ma la donna matura, perfino molto anziana e grassa, portatrice di un patrimonio d’interiorità più ricco, bruciata con più forza dal fuoco del duende.  Il duende consiste in uno stato emozionale di forte ispirazione, di rapimento estatico che non scaturisce dalla maestrìa tecnica o dalla bellezza estetica del gesto danzante, ma dall’esperienza emozionale, dalla profondità dell’Essere, e  permette di instaurare una comunicazione viva tra l’interprete e gli astanti.

Essendo una danza dotata di notevole carattere intimistico, è aperta all’improvvisazione, ovviamente nel rispetto del compas, ossia la frase ritmica, la cui struttura varia a seconda dei palos, cioè dei diversi e numerosi stili che compongono la musica flamenca. Ogni palo ha una sua intensità espressiva, spesso suggerita dallo stesso nome: ad esempio, la solea’, da soledad (solitudine), è un genere serio, un’espressione dolente rivolta per lo più a tematiche amorose; la alegrìa è un’espressione allegra; la bulerìa (da burla) è scherzosa, veloce e briosa.

 

Cenni storici

 

Sebbene si cristallizzi alla fine del Settecento, il flamenco ha avuto una lunga gestazione grazie ad un considerevole processo di meticciato multiplo avvenuto in Andalusia dove per secoli la cultura andalusa ha convissuto e quindi interagito con quella araba, gitana, bizantina, ebraica e africana. Il flamenco nasce come canto. Inteso come invocazione o lamento, il canto arriva dal profondo: è il cante jondo (canto profondo), una sorta di pianto musicale conturbante e roco, dall’andamento musicale lento, di forte carica emotiva. Il baile nasce solo in un secondo tempo e il suo ruolo all’inizio, come per la chitarra, è solo funzionale, nel senso che serve ad accompagnare il cante.

Il flamenco, nato come sfogo intimo emozionale, in origine non poteva essere destinato allo spettacolo pubblico, ma veniva agito in famiglia, nelle case, tra amici.

L’inizio della spettacolarizzazione si colloca di solito intorno a metà Ottocento con l’apertura dei café cantantes, locali pubblici dove si potevano esibire gli interpreti del flamenco, usciti dagli ambiti rituali delle riunioni delle loro comunità. Nasce così il cuadro flamenco, cioè il gruppo composto dal cantante, chitarrista, ballerino e dai palmeros. I palmeros sono gli addetti alle palmas, ovvero al battito delle mani che scandiscono il ritmo, e al jaleo, cioè alle espressioni di incoraggiamento e di esultanza, proprie della ritualità flamenca.

Nel corso dei decenni il flamenco si diffonde sempre di più, entrando nelle accademie, dove viene codificato per l’insegnamento, e nei festival, fino a diventare, nel Novecento, prodotto di mercato: approda sui palcoscenici dei teatri, traducendosi talvolta in senso classico-ballettistico, facendo nascere il nuovo genere teatrale del balletto flamenco.

Il flamenco si è quindi evoluto, sposando altri generi musicali e utilizzando gli apporti coreografici di altre danze, trovando una nuova espressione (spesso criticata dai conservatori più ostili) che gli ha permesso una più ampia diffusione. Nato come espressione di un gruppo minoritario e marginale,  divenuto elemento emblematico della tradizione spagnola, il flamenco è oggi amato e diffuso in tutto il mondo.

 

 

PRESENTAZIONE DEL CORSO

 

Il corso di baile ha una durata di 8-9 mesi e prevede una lezioei alla settimana della durata di un’ora e mezza l’una.

La lezione inizia con alcuni esercizi di riscaldamento ed è così strutturata:

Prima parte  (tecnica)

- Tecnica del compas: studio del ritmo attraverso le palmas, ovvero i suoni prodotti dal battito delle     mani.

- Tecnica del braceo e del marcado: (braceo da braccia), l’insieme delle figure coreografiche basate sul movimento delle braccia e sulla rotazione delle mani. Il marcado è la fase della danza in cui il ballerino marca il canto con il movimento del corpo.

- Tecnica del taconeo: (tacchettio), indica il gioco ritmico prodotto dalle percussioni dei piedi sul pavimento.

Seconda parte  (coreografia)

Durante il primo anno si studieranno diversi frammenti di coreografie di flamenco e in particolar modo le sevillanas che rappresentano spesso un primo approccio allo studio della danza flamenca.

Le sevillanas (da Sevilla, ovvero Siviglia) sono un ballo folklorico andaluso afflamencato e derivano dalle antiche seguidillas castigliane, che si ballavano in Spagna già nel XVI secolo.

Nascono come ballo di coppia ma possono essere anche individuali o di gruppo. Hanno un ritmo ternario e si basano essenzialmente sulla tecnica di base del flamenco, del quale ne riprendono gestualità e contenuto.

Le sevillanas si dividono in quattro parti che rappresentano le fasi della relazione amorosa: l’incontro,  la seduzione, la lite e la riconciliazione finale. Esistono diversi tipi di sevillanas, a seconda delle tematiche delle letras ( i brani) e a seconda  degli scenari in cui si ballano: sevillanas rocieras, corraleras, biblicas e boleras. Le sevillanas sono tuttora la danza più rappresentativa di Siviglia e di tutta l’Andalusia, dove vengono ballate nei locali pubblici da tutti, giovani e anziani, uomini e donne (anche tra donne), indistintamente.

                                                                                                                                                   Abbigliamento richiesto

Uomini: pantaloni comodi di qualsiasi genere, scarpe comodo con il tacco in legno.

Donne: gonna possibilmente ampia e lunga, scarpe comode con il tacco in legno (non sottile).

 
New Page 1

Honey Dance Associazione Culturale Sportiva Via Giosue' Carducci, 30 - 01033 Civita Castellana (VT) Tel. 0761 540380 - info@honeydance.com

 InterSail webmaster  -  per le foto ed i video si ringrazia: Marcello Avoledo, Paola Onofri, Giorgio Crescenzi

 
 
Hit Counter